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5° Convegno Gestione Infermieristica del Paziente Oncologico a Lucca: gli infermieri dell'Area Vasta si confrontano

Pubblicato il  13 dicembre 2009

Redattore  Maria Cristina Orsi

ll 5° Convegno "Gestione Infermieristica del paziente Oncologico" si è tenuto sabato 12 Dicembre 2009 presso l'Hotel Guinigi ed è stato aperto da un'interessante tavola rotonda sul tema: "L'assistenza avanzata in oncologia:Quale infermiere?" di cui era Moderatore Maria Cristina Orsi. I colleghi intervenuti: Rosanna Laschi - Azienda USL2 Lucca, Manuela Simonini - Azienda USL1 Massa Carrara
Belinda Castori - Azienda USL12 Viareggio, Luca Pulizia - Azienda Ospedaliera Pisa, Tiziana Giorgi - Azienda USL5 Pisa, Antonella Dalcanto - Azienda USL6 Livorno hanno risposto alle seguenti domande: E' necessaria una formazione avanzata dell'Infermiere in Oncologia? Quali sono le competenze specifiche dell'infermiere in Oncologia? L'Infermiere Case Manager in Oncologia chi è e che cosa fa? Quale Formazione Continua per l'Infermiere in Oncologia? Quale Motivazione per l'Infermiere in Oncologia? Quale Autonomia per l'Infermiere in Oncologia? Le conclusioni sono state le seguenti: per l'Infermiere in Oncologia è indispensabile una formazione avanzata perché sono necessarie specifiche competenze, èimportante il tipo di approccio assistenziale e qui è stato individuato l'infermiere "case manager", è necessaria una formazione continua per rafforzare le competenze e la motivazione, l'autonomia propria di profilo resta l'elemento cardine per lo sviluppo professionale. Sono segiute, poi, le diverse sessioni della giornata che hanno messo a fuoco Le competenze infermieristiche necessarie in oncologia, i modelli organizzativi nell'ambito dell'assistenza, la ricerca come parte integrante dell'assistenza. L'evento si è concluso con la presentazione di una esperienza di un familiare di una paziente oncologica. Marco Orsi ha sottolineato come sia stato importante stare accanto a Lucia, sua moglie, negli ultimi tempi della sua vita e, soprattutto, essere vicino a lei a casa, con i figli e poter rendere quel tempo ricco. Ha concluso dicendo che a casa l'esperienza di malattia può essere vissuta meglio se vi è un'adegauta assistenza. La Presidente del Collegio  Ipasvi di Lucca ha concluso l'incontro lanciando l'idea di fare un Progetto di Assistenza Domicialiare oncologica Integrata dal titolo "A casa mia". Il progetto si dovrà realizzare nel corso del 2010 e i primi risultati saranno presentati nel prossimo convegno. Si dovrà costituire un gruppo di colleghi che parteciperanno alla stesura del progetto che avrà una prima fase di raccolta dei dat, una seconda fase elaborativa, una fase applicativa ed una fase finale valutativa. L'idea è anche quella di acquisire specifici finanziamenti per poter realizzare il progetto stesso. Le colleghe sono state invitate a fornire iloro nomi per partecipare al gruppo di lavoro.

 

 

 

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